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7 novembre 2026 · Mercati

Concorrenza stabile, ma ai vertici dei mercati cambia poco

Il rapporto di AGCM e Banca d'Italia non trova un aumento generalizzato del potere di mercato, ma segnala uno scarso ricambio tra le imprese leader.

1 min di lettura

In Italia la concorrenza non si è indebolita, ma le imprese leader cambiano poco. È la conclusione del rapporto «Lo stato della concorrenza in Italia», presentato il 5 novembre a Roma dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato e dalla Banca d'Italia. Tra il 2010 e il 2023 i margini delle imprese sono cresciuti in modo moderato, soprattutto nei comparti che partivano da livelli bassi, e la concentrazione dei mercati, salita durante la crisi del debito sovrano, è tornata vicina ai livelli iniziali. Il rapporto mette in contrasto questo quadro con quello degli Stati Uniti, dove margini e concentrazione crescenti segnalano un possibile indebolimento della concorrenza.1

Il nodo è il ricambio. Per gran parte dello scorso decennio le imprese che chiudevano sono state più di quelle nate, una tendenza invertita solo dal 2021, e le posizioni di vertice restano in larga parte occupate dalle stesse aziende, pur con qualche segnale di maggiore mobilità negli ultimi anni. Le due autorità indicano come priorità favorire l'ingresso e la crescita di nuovi operatori.1

Fonti

  1. Concorrenza stabile in Italia, ma resta limitato il ricambio delle imprese leader AGCM · 5 novembre 2026 · testo integrale pubblico

I paragrafi segnati «Analisi» o «Scenario» sono interpretazioni della redazione, non fatti accertati.